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Malaria - Capitolo 2

CLINICA

L’appellativo “Il grande mimo” utilizzato dagli Autori per indicare la notevole varietà di quadri clinici della Malaria, fa intendere benissimo che la malattia si può presentare in molte forme “mimando” a volte altre patologie fuorviando perciò la diagnosi (soprattutto in caso di personale medico non esperto della materia) ritardando quindi l’inizio della terapia: perciò è opportuno che la valutazione di un paziente con febbre al ritorno da un viaggio in area tropicale o sub tropicale venga effettuata da uno specialista che, oltre a “conoscere” i sintomi e segni che possono indirizzare il sospetto diagnostico, abbia a disposizione un idoneo laboratorio di parasitologia per effettuare la diagnosi nel tempo più breve.

Per quanto sopra esposto presenterò in questa sezione una schematica descrizione essendo impossibile trattare in maniera esaustiva tutte le forme cliniche.

Possiamo distinguere una Malaria semplice o non complicata da una Malaria complicata o severa: le forme non sono così nettamente separate potendo quindi una forma non complicata progredire verso una complicata come ad esempio nei casi non trattati.

La forma semplice o non complicata si manifesta essenzialmente con febbre elevata accompagnata da brividi intensi, sudorazione profusa, cefalea, dolori muscolari e articolari; possono essere presenti anche diarrea e vomito (soprattutto nei bambini), sintomi questi ultimi che potrebbero indurre il medico ad orientarsi verso una forma gastrointestinale ritardando dunque la diagnosi corretta.

Un aspetto particolare della febbre può essere la priodicità: dopo i primi giorni in cui la febbre può presentarsi irregolarmente intermittente, essa può assumere il tipico periodismo da cui l’appellativo di Malaria Terzana si presenta ogni 3° giorno come avviene nell’infezione da Plasmodium vivax, ovale e falciparum; si parla invece di Malaria Quartana si manifesta ogni 4° giorno come nell’infezione da Plasmodium malariae.

Tale schematismo “didattico” è difficilmente riscontrabile nella pratica clinica poiché sono molteplici i fattori che possono alterare la presentazione clinica (profilassi, infezioni sovrapposte, duplice infezione malarica, etc).

La forma complicata o severata da Plasmodium Falciparum si presenta con la stessa sintomatologia appena esposta accompagnata però dal coinvolgimento di vari organi: si può pertanto avere una grave alterazione dello stato di vigilanza , agitazione psicomotoria, turbe di comportamento, convulsioni, segni di coinvolgimento meningeo/cerebrale fino al coma, come si realizza nella
Malaria cerebrale: il 10-20% dei bambini con malaria cerebrale andranno incontro ad exitus e il 7% circa svilupperà deficit neurologici; coinvolgimento dei polmoni con difficoltà respiratoria fino all’insufficienza respiratoria per quadri di stress respiratorio; ed ancora insufficienza renale, marcata anemia (diminuzione dei globuli rossi ed emoglobina), piastrinopenia (diminuzione delle piastrine).alterazioni della coagulazione fino a quadri di emorragie multiple per coagulazione intravasale disseminata ed altre ancora.

E’ ovvio che tali manifestazioni impongono una “prognosi riservata” non potendo escludere una progressione della severità fino all’exitus.

La presentazione clinica della malattia, cioè la sua severità, è determinata in primis dall’agente causale, essendo tali quadri a pressoché di totale appannaggio del Plasmodium falciparum, ma anche da altri fattori quali: la “parassitemia” cioè la “quantità”di parassiti nel sangue, dal grado di immunità nei confronti della malaria, dall’aver effettuato o meno una profilassi, da condizioni particolari (infanzia, gravidanza) etc.

Un cenno particolare lo merita senza dubbio la donna in gravidanza: in tal caso l’ infezione malarica può provocare l’aborto o il parto prematuro specialmente nelle primipare e nel primo mese di gravidanza.Accanto alle forme suesposte esistono poi dei quadri clinici molto particolari (malaria cronica, splenomegalia tropicale) che non interessano i viaggiatori (specialmente quelli che effettuano brevi soggiorni) essendo invece pressoché esclusive della popolazione indigena o di persone che abbiano vissuto in aree endemiche per molti anni.




QUADRI CLINICI: IMMAGINI


       
   Visita ambulatoriale (Fonte O.M.S.)         


                                                                                         





Evidente contrasto tra il palmo della mano di un bambino e quello della madre: il pallore è dovuto all’anemia che può essere causa di morte nel bambino
(Fonte O.M.S.)




Bambino in terapia in ospedale (Fonte O.M.S.)





Bambino con malaria cerebrale: severo opistotono (Fonte O.M.S.)




Strabismo in bambino affetto da malaria cerebrale (Fonte O.M.S.)




















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Data ultimo aggiornamento 01/07/2012
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