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DOMANDE E RISPOSTE FREQUENTI



La profilassi per la malaria protegge completamente dal rischio di infezione?

La profilassi per la malaria non conferisce una protezione assoluta cioè del 100% per cui è necessario utilizzare anche tutti i mezzi di protezione aspecifica (qualora la stanza non sia dotata di aria condizionata utilizzare le zanzariere alle finestre e sul letto, ridurre le attività serali, usare un vestiario adeguato, etc.)

Qual è il farmaco migliore? il più potente?quello immesso più recentemente sul mercato?

Non è corretto credere che il farmaco di più recente produzione sia il più efficace; potrebbe anche corrispondere a verità come è vero che anche i farmaci più “datati” possono essere altrettanto efficaci. La prescrizione del “miglior farmaco” non è in realtà collegata alla recente introduzione bensì deve essere effettuata sulla base della destinazione del viaggiatore, la stagionalità, l’ambiente in cui vivrà, le attività che svolgerà durante il viaggio,  eventuali patologie concomitanti, etc.

Se la profilassi per la malaria non protegge dal rischio perché effettuarla?  

Perché è efficace nella pressoché totalità dei casi e comunque qualora fosse inefficace, essa svolgerebbe un “effetto protettivo” perché attenuerebbe la gravità dei sintomi qualora la malattia si manifestasse
è osservare le norme di profilassi aspecifica con particolare riguardo al consumo di acqua e alimenti.
Ciononostante la vaccinazione antitifica  può/deve essere consigliata se si ritiene che vi sia un rischio aumentato.


E’ utile usare i repellenti cutanei?

Non solo è utile ma è indispensabile utilizzarli: essi rappresentano un cardine essenziale nella profilassi non solo della malaria ma anche di molte altre malattie trasmesse da vettori (es.zanzare). Il più efficace è sicuramente la NN-diethyl-m-toluamide DEET presente sul mercato in concentrazione variabile; è necessario osservare alcune precauzioni d’uso.

Una donna in gravidanza ed un bambino possono assumere la profilassi antimalarica?

Premesso che sarebbe opportuno sconsigliare un viaggio in aree endemiche per malaria a donne in gravidanza e bambini a meno che il viaggio non sia necessario (es. trasferimento per lavoro), la profilassi può essere prescritta (salvo allergie e precauzioni d’uso) adattando la posologia al peso corporeo del bambino.

La vaccinazione antitifica protegge dai rischi di infezioni di origine alimentare?

No, non solo la vaccinazione antitifica non protegge completamente dall’infezione delle varie specie di salmonelle ma potrebbe indurre un falso senso di protezione che può indurre il viaggiatore a comportamenti non corretti.  Bisogna infatti ricordare che esistono numerose altre infezioni che possono essere contratte con gli alimenti e che non sono assolutamente prevenibili con vaccini, per cui la regola principale è osservare le norme di profilassi aspecifica con particolare riguardo al consumo di acqua e alimenti.
Ciononostante la vaccinazione antitifica può/deve essere consigliata se si ritiene che vi sia un rischio aumentato.

E’ utile la vaccinazione per il tetano?

La vaccinazione antitetanica dovrebbe essere tenuta sempre aggiornata anche nel nostro Paese: il tetano è diventata una malattia rara ma ancora possibile e purtroppo  talvolta con gravi conseguenze. Questo è tanto più vero durante un viaggio  perché maggiori potrebbero essere le occasioni per riportare ferite “tetanigene” (capaci cioè di provocare il tetano). Quindi si deve verificare il proprio stato vaccinale nei confronti del tetano e qualora fosse necessario effettuare una dose di “richiamo” o addirittura ripetere il ciclo vaccinale. Sarebbe consigliabile associare anche la vaccinazione antidifterica .

Può essere pericolosa la somministrazione di più vaccini contemporaneamente?

NO, la somministrazione simultanea di più vaccini non comporta necessariamente un aumento di possibili effetti collaterali. Il medico vaccinatore valuterà la possibilità della compatibilità di più vaccini, la presenza di controindicazioni e di possibili effetti collaterali

E’ utile portare dei farmaci?

Sicuramente sì! Oltre ad eventuali farmaci assunti abitualmente, il viaggiatore deve provvedere a portare con sé una piccola scorta di farmaci per lievi patologie (antidolorifico, antipiretico, inibitore motilitità intestinale, antibiotici, materiale per medicazione, crema steroidea ed antibiotica etc.)

E' necessario effettuare  una visita di controllo dopo un viaggio ai tropici?

In linea generale chi rientra da un soggiorno all’estero e non lamenta alcun sintomo (e non abbia avuto alcun disturbo durante il soggiorno all’estero) non deve necessariamente sottoporsi né a visita di controllo né ad esami ematochimici; e questo è tanto più valido se le condizioni di viaggio sono state “agiate” ed il soggiorno è stato di breve durata. In caso di sintomi (durante il soggiorno o dopo il rientro) è invece necessario essere visitati dallo specialista, che potrà prescrivere gli opportuni esami di laboratorio.

Devo preoccuparmi se dovesse comparire febbre al ritorno da un viaggio ai tropici?

Una febbre che insorga dopo un viaggio (soprattutto entro un mese dal rientro) in area tropicale o sub tropicale deve sempre essere considerata un’ urgenza, soprattutto al ritorno da un'area endemica (cioè con costante presenza) per malaria: un’esame emoscopico (ricerca dei plasmodi della malaria), eventualmente un test rapido (ricerca degli antigeni malarici), esami ematochimici ed una valutazione fisica (ricerca di epatosplenomegalia cioè “incremento di volume” del fegato e della milza) deve essere effettuato dallo specialista. Va ricordato comunque che la febbre può avere molte altre cause che saranno valutate dal medico infettivologo che deve comunque escludere un’infezione malarica che potrebbe essere definita una vera e propria “urgenza tropicale”.

Un disturbo che insorga dopo un mese è correlabile al viaggio?

E’ necessario sapere che molte malattie tropicali-parassitarie possono avere un'incubazione lunga (mesi) e decorrere in assenza o con scarsi sintomi.
Pertanto come regola generale qualsiasi disturbo di natura non ben chiarita che insorga anche alcuni mesi dopo un soggiorno tropicale deve essere fatto presente al proprio medico curante e dovrebbe richiedere l’approfondimento diagnostico da parte dello specialista infettivologo.

Le infezioni parassitarie sono esclusive dei paesi tropicali?

In gnenerale i tropici offrono le migliori condizioni per lo sviluppo dei parassiti non solo per ovvii motivi “ambientali” ma soprattutto a causa  delle disagiate condizioni igieniche, economiche e socio sanitarie per cui in tali paesi potrebbero essere contratte un’ampia varietà di parassiti addirittura sconosciuti alle nostre latitudini.
Non dobbiamo però dimenticare che anche nel nostro Paese esistevano malattie da parassiti:questo era tanto più vero negli anni passati (prima degli anni ’60) e sono andate via via diminuendo o addirittura sono scomparse con lo sviluppo e le migliorate condizioni socio-economiche ed igienico-sanitarie.
Comunque nonostante quanto detto anche ai nostri giorni  è possibile contrarre alcune infezioni parassitarie anche senza viaggiare all'estero, con conseguenti spiacevoli disturbi: i fastidiosi vermi dei bambini (la ben nota Ossiuriasi), il prurito dell'anziano (Strongiloidiasi) o il ben noto “verme solitario(Teniasi).
Un’accurata anamnesi e gli opportuni esami parassitologici permetteranno al medico infettivologo di effettuare la diagnosi e prescrivere la migliore terapia.   


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Data ultimo aggiornamento 01/07/2012
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