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FAQ Malaria
La malaria è una malattia infettiva provocata da un protozoo, il Plasmodium. di cui si conoscono diverse forme ma soltanto quattro di essi sono sicuramente patogene (provocano malattia) per l'uomo: Plasmodium falciparum, p.vivax, p.ovale, p. malariae, anche se un altro tipo di plasmodium (p.knowlesi) è stato talvolta associato alla malaria
No, la malaria è diffusa soltanto nei Paesi delle aree tropicali e subtropicali ed è pertanto in questi Paesi che la malaria può essere contratta.
La malaria si contrae attraverso la puntura di una specie di zanzara, la Anopheles, che inietta nell'individuo una quota di parassiti.
Sì, esistono altre modalità di trasmissione. La malaria può essere contratta per via parenterale quindi tramite aghi o strumenti contaminati da sangue, le emotrasfusioni, il trapianto e da madre a figlio durante la gravidanza.
I donatori sono sottoposti ad una visita medica che escluda fattori di rischio, a provvedimenti restrittivi nelle donazioni oltre che uno screening di laboratorio.che rendono sicure da malaria le emotrasfusioni.
Non si tratta di un'altra forma di malaria. Con questo termine si fa riferimento alla possibilità di acquisire la malaria attraverso la puntura di zanzara “trasportata”, dal paese endemico ad un paese indenne da malaria, tramite bagagli etc.
I sintomi più comuni della malaria sono: febbre, cefalea, dolori muscolari. Generalmente la febbre da malaria è elevata (ma potrebbe anche non esserlo) accompagnata da brividi intensi, sensazione di freddo seguita da sudorazione abbondante. Possono essere presenti anche nausea, vomito, dolori addominali e diarrea soprattutto (ma non solo) nei bambini.
I sintomi della malaria compaiono generalmente entro 7-30 giorni dalla puntura sebbene in alcuni casi il periodo d'incubazione può essere anche di alcuni mesi (in relazione al tipo di plasmodio).
Purtroppo la malaria può presentarsi anche in forma grave con coinvolgimento di più organi fino alla temibile malaria cerebrale con convulsioni e coma.
Una febbre che insorga dopo un viaggio (soprattutto enro un mese dal rientro) in area tropicale e subtropicale deve essere sempre considerata un'urgenza, specialmnte se al ritorno da un'area endemica (cioè on costante presenza) per malaria: è opportuno effettuare immediatamente una visita con un medico infettivologo che valuterà le possibili cause e consiglierà di effettuare gli esami più appropriati per escludere subito la malaria che potrebbe essere definita una vera e propria "urgenza" tropicale".
La diagnosi di malaria è la risultante di un complesso processo di valutazione clinico-laboratoristica del fmedico inettivologo che comprende non solo gli esami di laboratorio specifici ma anche l'analisi dei fattori di rischio, l'esame fisico (che valuterà i segni che possono essere compatibili con la malaria, in primis l'epatosplenomegalia cioè l'aumento di volume di fegato e milza), nonché i comuni esami ematochimici che possono evidenziare alterazioni suggestive per la diagnosi di malaria.
Gli esami da eseguire per confermare la diagnosi di malaria sono un'esame emoscopico (comunemente denominato "striscio") per la ricerca dei plasmodi della malaria, ed eventualmente un test rapido per la ricerca degli antigeni malarici.
La profilassi per la malaria non conferisce una protezione assoluta (cioè del 100%) per cui è necessario utilizzare anche tutti i mezzi di profilassi aspecifica (qualora la stanza non sia dotata di aria condizionata utilizzare le zanzariere alle finestre e sul letto, ridurre le attività serali, usare un vestiario adeguato, etc.).
Non è corretto credere che il farmaco anti malarico di più recente introduzione sul mercato sia il più efficace; potrebbe anche corrispondere a verità come è vero che anche i farmaci anti malarici più "datati" possono essere altrettanto efficaci. La prescrizione della "migliore" profilassi per la malaria deve essere effettuata sulla base di una valutazione delle caratteristiche del viaggio e del viaggiatore: destinazione del viaggiatore, le caratteristiche del plasmodio in quel paese o addirittura in quell'area, la stagionalità, l'ambiente in cui vivrà, le attività che svolgerà durante il viaggio, eventuali patologie concomitanti, etc.
Perché la profilassi per la malaria è efficace nella pressoché totalità dei casi ma qualora non risultasse completamente protettiva, essa svolgerebbe comunque attenuerebbe la gravità dei sintomi evitando le forme severe di malaria.
Il loro impiego è essenziale: essi rappresentano un cardine essenziale non solo nella profilassi della malaria ma anche di molte altre malattie trasmesse da vettori (es. zanzare).
Esiste un ampio consenso sull'efficacia del DEET (NN-diethyl-m-toluamide): è un prodotto presente sul mercato in concentrazione variabile e nella profilassi della malaria è consigliabile utilizzare il prodotto a maggiore concentrazione; è necessario osservare alcune precauzioni d'uso. Oltre al DEET sono stati immessi sul mercato altri prodotti che si sono rivelati efficaci.
Assolutamente sì! E' stato ampiamente dimostrato il ruolo protettivo di questo mezzo meccanico nei confronti della malaria; l'efficacia delle zanzariere nei confronti della malaria è incrementato con l'impregnazione delle stesse con repellenti (es. permetrina).
Premesso che si deve sconsigliare un viaggio in aree endemiche per malaria a donne in gravidanza a meno che il viaggio non sia indispensabile e non rimandabile (es. trasferimento per lavoro,etc.); in questo caso il medico infettivologo consiglierà la profilassi per la malaria escludendo ovviamente i farmaci antimalarici controindicati per la specifica condizione, dopo aver valutato le controindicazioni generali ed eventuali allergie.
Premesso che anche in tale condizione sarebbe opportuno sconsigliare il viaggio (sia perché si espone un lattante al rischio di malaria, sia perché generalmente la quantità di farmaco eliminata con il latte materno è generalmente insufficiente alla protezione e quindi deve essere prescritta la profilassi per la malaria anche per il bambino). Qualora viaggio non sia assolutamente procrastinabile il medico infettivologo valuterà il regime di profilassi anti malarica da prescrivere escludendo ovviamente i farmaci controindicati nella specifica condizione (es. doxiciclina, etc..), valutando le controindicazioni generali, eventuali allergie etc.
Anche in questo caso è obbligatorio sconsigliare un viaggio in aree endemiche per malaria a bambini tranne i casi in cui il viaggio sia indispensabile e non rimandabile (es.trasferimento della famiglia, etc..); prima di prescrivere la profilassi per la malaria dovranno essere valutate le controindicazioni generali, eventuali allergie e si dovrà adattare il dosaggio del farmaco al peso corporeo del bambino.
Molti farmaci usati nella profilassi della malaria presentano delle interazioni con altri (es. alcuni antipertensivi, anticoagulanti, contraccettivi orali etc..) per cui è necessario valutare quale regime di profilassi anti malarica sia più adatto al singolo caso.
Vari farmaci non possono essere prescritti nella profilassi della malaria se il viaggiatore presenta alcune patologie (es. psoriasi, porfiria, epilessia, disturbi psichiatrici, miopia elevata, etc) ma anche in questi casi, dato l'ampio bagaglio di farmaci sarà possibile scegliere il regime di profilassi anti malarica più adatto.
Nel caso di assunzione della profilassi per la malaria per un lungo periodo (es. residenti per mesi o anni) la scelta del farmaco è dettata dagli stessi criteri usati per la profilassi della malaria per brevi soggiorni (es. controindicazioni, allergie, etc.). Nonostante ci siano indicazioni precise da parte delle ditte produttrici, talvolta le esperienze riportate in letteratura supportano un uso più prolungato. Sicuramente la clorochina può essere assunta per anni (utile controllo oculistico), e lo stesso dicasi per il proguanile così come per la meflochina e la doxiciclina, mentre esistono maggiori restrizioni temporali per l'atovaquone.
Sì aver contratto la malaria non significa essere completamente immuni dal rischio di contrarre ancora la malaria perché la protezione è parziale e, in assenza dell'infezione, scompare dopo un certo periodo di tempo.
Per quanto sopra detto, anche un immigrato che abbia già sofferto di malaria (anche più volte), se ha trascorso un certo periodo in un paese indenne da malaria, deve effettuare la profilassi per malaria
Sì, quegli individui che presentano alterazioni genetiche dei globuli rossi o dell'emoglobina possono risultare indenni da malaria per impossibilità del plasmodio di aderire al globulo rosso o di svilupparsi.
Disponiamo di un discreto numero di farmaci contro la malaria che verranno di volta in volta scelte sulla base del plasmodio in causa e di altre caratteristiche del quadro clinico di malaria.
Teoricamente sì, ma è raccomandabile effettuare la terapia contro la malaria il prima possibile, quindi il viaggiatore che presenti febbre al ritorno da un viaggio in area endemica per malaria deve effettuare una visita da un medico infettivologo per escludere (o confermare) la malaria
A causa di vari fattori che ostacolano la produzione di un vaccino efficace, purtroppo a tutt'oggi non disponiamo di un vaccino per la malaria, pertanto la profilassi contro la malaria continua a essere effettuata tramite i farmaci antimalarici
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Data ultimo aggiornamento 10-02-2011
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